mercoledì 25 gennaio 2012

Le cronache hanno inizio

Non ho mai avuto un blog. Questo è il primo in assoluto e immagino si possa intuire dalla confusione che vi regna sovrana. Spero con il tempo di poter imparare a usarlo meglio e sistemare alcuni inconvenienti (ma perchè quella cazzo di immagine non sta ben centrata?)


Perchè, dove e come nasce questo Blog? 
Sostanzialmente nasce nella mia testa (ma va?) e vorrei semplicemente utilizzarlo per dar forma ad un intero mondo. Aspetta... Dar forma a un intero mondo e Semplicemente, nella stessa frase? Roba da pazzi direte voi.
Da mesi (molti mesi che, sommati, danno come risultato diversi anni) mi ronza in testa qualcosa. Nomi, luoghi, eventi, storie, personaggi, creature, congegni, poteri, magie e molto, molto altro. Tutto questo va a formare una sorta di affresco non coerente, come una specie di enorme tela su cui un pittore pazzo ha scagliato decine e decine di schizzi a casaccio. Questo per ora è Averbania: caos informe che aspetta la mano di un dio giudizioso che gli dia ordine, coerenza, spessore. 
Averbania è il nome del continente che ospiterà le storie che qui riverserò quando vestirò i panni del Sommo araldo per raccontarne le storie, le leggende, gli accadimenti, la vita e la morte, le luci e le ombre.
Sappiano, gli occasionali visitatori, che non sono uno scrittore. Sono un disegnatore progettista di macchine e attrezzature meccaniche atte a produrre, lavorare e commercializzare cinghie di trasmissione. Si, quelle robe lì che ogni 75.000Km il vostro meccanico vi dice che devono essere cambiate o rischiate di sputtanere il motore...
Non ho mai scritto nulla (bugia: ho scritto schifezze che non vale la pena spacciare nemmeno come carta da culo) ma ho da sempre la "vena dello scrittore". Si qual sussurro dentro che ti dice: "Ma si. Come questo qui potresti scrivere bene anche tu!". Per l'inteso, questo qui è Stephen King. Ok, potete ridere. Però, perchè no? 
Non sogno comunque di diventare ricco scrivendo. Per riuscirci avrei di certo dovuto cominciare prima (molto prima) e dovrei poter riuscire a fare solo quello. Un'oretta la sera o in pausa pranzo non sono sufficienti e, se voglio pagare il muto ogni mese (lo so che non è un obbligo ma vivere sotto un ponte non fa per me), mi tocca lavorare 9÷10 ore al giorno e scribacchiare a scappatempo. 
Recentemente ho anche preso una posizione definitiva in merito all'editoria (soprattutto italiana) ed è una posizione totalmente stroncatoria. Fosse per me chiuderei ogni casa editrice (ladri legalizzati che vendono libri schifosi a 20€, scritti da cani incapaci che, tra l'altro, di quei 20€ ne prendono al massimo 1), stralcerei ogni legge vessatoria inerente il copyright e imporrei la diffusione delle opere letterarie in modo totalmente free. Si insomma... seguirei quanto dice la Dea qui. Leggetelo. Leggetelo bene. Io ne sono rimasto illuminato. Ho approfondito meglio (spulciando qua e la, soprattutto su internet) ma quanto è scritto nel blog di Gamberetta (ave o Dea) è un condensato più che esauriente. Non fermatevi all'articolo eh! Leggete tutto quello che potete e riuscite a leggere (lo so è molta, molta "roba") da Gamberi Fantasy. Vi insegnerà non solo a scrivere meglio (se lo fate o vorreste farlo) ma anche, e secondo me cosa assai più importante, leggere meglio.
Ma ho divagato già troppo. 
Non sono uno scrittore, dicevo e Averbania è nato nella mia testa come un'ambientazione per Giochi di Ruolo (si, quella roba li da nerd come D&D, Il richiamo di Cthulhu, Vampiri etc, etc... solo per citare i più noti) non come un progetto narrativo. Solo recentemente è nato in me il pallino di provare a buttar giù qualcosa. 
Quello che qui troverete ne è il risultato. Spero possiate trovarci buon gaudio. E magari, perchè no, qualche buono spunto per una giocata a D&D. Anche se io suggerisco Runequest....


PS: la prossima volta credo parlerò di Creative Commons Public Licenses (CCPL) la licenza con  cui vorrei il materiale di questo blog venga (eventualmente) diffuso. Non è Copyright. Non lo è per niente. Per saperne di più potete dare un occhiata qui.